Articoli filtrati per data: Febbraio 2015

Il parco urbano di Cembra, recentemente completato, è stato intitolato a Sergio Casagranda, indimenticabile figura politica di prima grandezza della valle di Cembra. Il parco si trova sul limitare della Campagna Rasa, fra campo sportivo, centro scolastico e chiesa di San Rocco, proprio di fronte a Lona e Lases, comune in cui Sergio Casagranda ha iniziato il suo impegno di politico e amministratore come sindaco. Una persona che ha saputo con il suo costante impegno trovare apprezzamenti al di là dell’appartenenza politica. Impegno che lo ha visto spendersi molto per la valle di cembra, oltre che per tutto il Trentino. L’intitolazione del parco, voluta dai sindaci di Cembra, Lisignago, Faver, Valda e Grauno, è il riconoscimento tangibile di questo impegno. La cerimonia di inaugurazione e dedica al compianto “Cianco”del parco si è svolta nei giorni scorsi a Cembra con la partecipazione del presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi, dell’onorevole Lorenzo Dellai, del senatore Franco Panizza segretario del Patt, partito in cui ha militato Sergio Casagranda oltre al presidente del Bim di vallata Armando Benedetti, dei consiglieri provinciali Kaswalder e Passamani, di diversi ex sindaci della valle, del dirigente scolastico Roberto Trolli e del dirigente del servizio valorizzazione ambientale Innocenzo Coppola che ha eseguito i lavori.. Gli onori di casa sono toccati al sindaco di Cembra Antonietta Nardin, affiancata dagli altri colleghi sindaci. Nel corso della cerimonia è stata ricordata da tutti la figura di Sergio Casagranda, già sindaco di Lona Lases, consigliere del Patt e assessore provinciale. Tutti gli oratori hanno evidenziato le grandi doti umane e l’impegno di Casagranda. L’onorevole Dellai, già presidente della giunta provinciale, ha ricordato come sia stato proprio Sergio Casagranda a contribuire fattivamente alla costituzione della sua prima giunta provinciale, con quel patto che dalla stampa era stato etichettato “della luganega” per il fatto che l’incontro risolutivo si era svolto a casa di Sergio davanti ad un piatto di salumi. Commosso e riconoscente per l’attenzione verso il padre, il ricordo del figlio Marco, ora anche lui sindaco di Lona-Lases sulle orme paterne. La cerimonia, alla quale hanno partecipato molti cembrani, i ragazzi delle scuole medie, si è quindi conclusa con lo scoprimento da parte del presidente Rossi e della vedova di Casagranda del cippo in porfido con la targa dedica mentre una banda formata da elementi della fanfara alpina di Cembra e della banda San Valentino di Faver, suonava l’inno al Trentino.

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Il noto critico dell’arte, nonché trasgressivo personaggio televisivo, Vittorio Sgarbi sarà il protagonista d’eccezione sabato 7 marzo 2015 nell’ambito dell’evento “Dürerweg: artisti in viaggio tra Germania e Italia: dal Dürer a Canova”. L’importante appuntamento culturale è organizzato dai Comuni della Valle di Cembra in collaborazione con l’ApT Piné-Cembra. Gli incontri si terranno a Cembra nella sala conferenze della biblioteca a Palazzo Maffei e a Segonzano presso il teatro comunale. Se Vittorio Sgarbi è il nome più noto al grande pubblico, gli altri relatori di caratura internazionale non sono da meno in quanto a preparazione e conoscenza del tema del convegno.

Questo in dettaglio il programma: sabato 7 marzo: alle 11 visita guidata al Castello di Segonzano. Alle 14.30 apertura del convegno con saluto delle autorità e consegna del riconoscimento al prof. Elio Antonelli e all’arch. Bruno Pedri per il grande impegno profuso per promuovere il progetto del Dürerweg. A seguire presentazione del bando “Carnet di viaggio Dürerweg 1494 – 2015” a cura di Maria Pia Dall’Agnol dell’A.p.T. Piné Cembra e introduzione ai lavori con il curatore dott. Roberto Pancheri. Inizio della prima sessione “Dürer e il suo tempo” con intervento “I viaggio di Dürer in Italia e nei Paesi Bassi: occasioni, motivazioni, incontri” di Simone Ferrari, “I luoghi di Dürer in Tirolo” di Walter Landi”, “I luoghi di Dürer in Trentino” con Pietro Marsilli e l’intervento “Due pittori dell’epoca di Dürer: tracce in Sudtirolo e Trentino” di Helmut Stampfer. A conclusione della sessione brindisi con Müller Thurgau della Valle di Cembra. Alle 20.30 al teatro comunale di Segonzano evento speciale  “Paesaggi alpini. Incontro con Vittorio Sgarbi”. Domenica 8: alle 9.30 ripresa dei lavori con inizio della seconda sessione “Artisti in viaggio attraverso le Alpi dal XV al XIX secolo” con l’intervento “Il passagio di Dürer in Valle di Cembra nel contesto dell’antica viabilità regionale” di Gianni Ciurletti, “Artisti del Nord attraverso le Alpi: Jan van Scorel, Pieter Bruegel il Vecchio, Heinrich Schickhardt” di Luca Gabrielli, e “Riflessi d’arte di Dürer nel territorio trentino” di Ezio Chini. A seguire pausa caffè. Ripresa dei lavori con l’intervento “Antonio Canova in Tirolo e in Germania: appunti e impressioni di viaggio” di Roberto Pancheri e “Il cambiamento della prospettiva nel paesaggio alpino del XIX secolo attraverso l’occhio dell’artista” di Margit Strobl. A chiusura della mattinata pranzo libero. Alle 14.30 ripresa del convegno con l’inizio della terza sessione “Altri percorsi. Intervento “Della malinconia” di Alessandro Fontanari, “Ein romischer Weg o quasi” di Paolo Domenico Malvinni e “Un castagno sul sentiero di Dürer” di Settimo Tamanini Mastro 7. A seguire monologo teatrale di Ezio Chini con lettura di Fiorenzo Pojer “Qui sono un signore! Albrecht Dürer, Venezia, 1506” Alla conclusione delle spettacolo brindisi con Müller Thurgau della Valle di Cembra e alle 18 visita guidata alla chiesa di San Pietro in Cembra. Curatore: dott. Roberto Pancheri. Organizzano: Comuni della Valle di Cembra in collaborazione con A.p.T. Piné Cembra, Cembrani DOC, Cembra Cantina di Montagna, Cassa Rurale Lavis-Valle di Cembra, Provincia autonoma di Trento, Enti pubblici e privati. Info: A.p.T. 0461 683110.

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Nel corso del 2014 la viticoltura cembrana con i suoi vini e le sue grappe ha raccolto una messe di riconoscimenti e premi nazionali e internazionali. Merito di una nuova generazione di vignaioli, enologi e distillatori che crede nelle potenzialità di un territorio unico che abbina il paesaggio culturale dei vigneti a una cultura enologica moderna. I risultati di questo felice connubio non sono mancati, conquistando l’apprezzamento in molti concorsi, rassegne e segnalazioni sulle più prestigiose guide enogastronomiche.

Iniziamo questa carrellata con i Cembrani DOC, il giovane e frizzante Consorzio di produttori locali che da alcuni anni traina con entusiasmo e professionalità alcune eccellenze del territorio. Spiccano i riconoscimenti per il Brut di Opera Vitivinicola Valle di Cembra di Verla di Giovo, produttrice di Trento Doc, con la medaglia d’argento al Cervim e a Vinitaly 2014, la medaglia d’oro al Douja d’Or, le 5 sfere di “Bere Spumanti” (massimo riconoscimento) e i 2 bicchieri del Gambero Rosso; il Brut è stato inoltre nominato tra i migliori 300 vini frizzanti al mondo alla prima edizione del concorso Champagne & Sparlking Wine World Championships in Gran Bretagna.

Proseguendo con la storica Azienda di Alfio Nicolodi di Cembra, ecco Cimbrus Brut, spumante da lagarino bianco, riconosciuto tra i Top Hundred di Paolo Massobrio, mentre il Gewuerztraminer ottiene uno tra i punteggi più alti attribuito ai vini trentini dalla guida svizzera Vinum. Con la medaglia d’Argento viene premiato invece il Müller Thurgau all’XI concorso Internazionale dei Müller Thurgau dell’Arco Alpino.

Numerosi e prestigiosi riconoscimenti anche ai vini di Villa Corniole di Verla di Giovo: Top Hundred di Paolo Massobrio per Teroldego 7 pergole che riceve anche la Corona, ovvero il massimo riconoscimento, nella selezione di “Vini buoni d’Italia” del Touring Club Italiano; ottimi punteggi per il Pinot Grigio Ramato nella guida svizzera Vinum; medaglia d’Oro al Douja d’Or per il Terodelgo Rotaliano Petramontis, per il Mueller Thurgau Petramontis e il Pinot Grigio Petramontis; all’International Wine Challenge, medaglia di bronzo per il Terodelgo Petramontis e Cimbro Rosso e segnalazione per il Lagrein Petramontis; al Berliner Wine Trophy, medaglia d’Oro per Terodelgo Petramontis,Terodelgo 7 pergoleLagrein Petramontis.

Alla Cantina Pelz di Cembra sono andati nel corso del 2014 la medaglia d’Oro Cervim 2014 per il Riesling, la medaglia d’argento Cervim 2014 per il Kerner e le 4 stelle Winesurf per il Riesling, decretandolo così il migliore d’Italia.

Conclude il medagliere dei vini Cembrani DOC la Cantina Zanotelli di Cembra con le Medaglie di Gran merito per il Riesling, il Pinot Grigio, lo Chardonnay, il Kerner e il Müller Thurgau conferite alla mostra dei vini del Triveneto di Camalò; la medaglia d’argento all’XI Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau dell’Arco Alpino e i due bicchieri del Gambero Rosso per Pinot nero, Riesling e Forneri Brut.

Che dire della distillazione…Grandi premi e segnalazioni anche per l’Azienda Paolazzi di Faver che a settembre si è aggiudicata importanti riconoscimenti al diciannovesimo concorso “Alambicco del Garda”: si tratta del titolo di “Grappa d’eccellenza” per Rachele (cat. grappe giovani) e Cilien 1888 (cat. Grappe invecchiate).

Alla pluripremiata Distilleria Pilzer di Faver, oltre alle decine di riconoscimenti e premi prestigiosi ricevuti negli ultimi anni a livello mondiale, è andata anche la medaglia d’Oro al Concours mondial de Bruxelles 2014 per la grappa moscato rosa.

Decine di ambiti premi e segnalazioni, nazionali ed internazionali che accanto agli eventi, alle visite guidate enogastronomiche culturali e naturalistiche fanno della Valle di Cembra, realtà dai piccoli numeri in termini statistici, ma dalle grandi eccellenze in termini di paesaggio culturale, vini, grappe e prodotti tipici, una delle mete ambite per un turismo rurale di nicchia, una destinazione scelta per l’enoturista e, potenzialmente, per i milioni di visitatori del Trentino, dal Garda alle Dolomiti.

Una tematica, quella dell’enoturismo, che gli operatori della valle di Cembra hanno individuato come punto di forza dell’economia locale, cercando di favorire un’importante azione di marketing interno ed esterno. I vigneti terrazzati e il paesaggio culturale in perfetta simbiosi con le aree protette dell’Alta Valle non sono però sufficienti. Il visitatore deve poter immergersi a 360° gradi in tutto ciò che lo circonda, metabolizzare ed elaborare con i cinque sensi quanto fisiologicamente vede, deve poter assimilare tutto ciò che fa “paese”: la cucina, il buon vino, la cultura, le tradizioni, l’architettura rurale, il vento, il sole, la professionalità dei suoi attori. In Valle di Cembra queste potenzialità ci sono, dobbiamo, tutti assieme, saperli mettere proficuamente a frutto.

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Quando la valle di Cembra, con il suo paesaggio vitato e i suoi genuini personaggi, va in video mostra tutte le sue straordinarie potenzialità. E’ quanto trasmette il documentario di Michele Trentini “Contadini di montagna” presentato nei giorni scorsi a Verla di Giovo davanti ad un pubblico numeroso ed attento. Il documentario nasce dal progetto di Imperial Wines che ha trovato nella Comunità della Valle di Cembra e in particolare dell’assessore Damiano Zanotelli un interlocutore attento ed interessato. L’operazione che ne è nata ha indubbiamente centrato l’obiettivo di mettere a disposizione della comunità strumenti di analisi che contribuiscono a mettere in rete i saperi, le storie e i progressi di tutti. Il regista Michele Trentini ha saputo coniugare queste aspettative traducendo nelle immagini dei terrazzamenti vitati della valle ma soprattutto nei personaggi che raccontano l’evoluzione dell’agricoltura negli ultimi cinquant’anni. I suggestivi dialoghi in dialetto (sottotitolati) fra due generazioni di protagonisti (Noemi e Mario Mengon, Michele e Giulio Brugnara)  testimoniano, pur fra inevitabili conflitti,  il lento ma costante miglioramento dell’agricoltura cembrana. Le due generazioni di contadini raccontano la storia della loro azienda, specchio di altre storie simili. Confronto e molte volte scontro fra generazioni; le une custodi di antichi saperi, le altre protese alla ricerca dell’evoluzione dettata dai tempi che cambiano, però sempre accomunate dall’attaccamento per la propria terra e dal rispetto per il territorio. Il filmato racconta tutto questo in maniera leggera ma incisiva, lanciando anche il messaggio e lo stimolo a credere nelle potenzialità del territorio della valle di Cembra che nulla ha da invidiare ad altre località. Sta a tutti noi, nessuno escluso, credere veramente in questo per fare della valle di Cembra una meta ricercata per un turismo soft che può portare ulteriore benessere diffuso.

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