Comunità di valle

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Il territorio della Comunità della Valle di Cembra, ente amministrativo costituito con legge provinciale del 2006, corrispondente al tratto finale del corso dell'Avisio, che la divide nei versanti destro e sinistro, si colloca dall'insenatura del "Dòs de le Fraìne" a nord sino alla "Serra di San Giorgio" a sud. È situata nel Trentino orientale, a ridosso del confine con l'Alto Adige - Sudtirol lungo tutto il suo versante destro. Undici sono i Comuni della valle: in sponda destra dell'Avisio Grauno, Grumes, Valda, Faver, Cembra, Lisignago e Giovo; in sponda sinistra Sover, Segonzano, Lona-Lases e Albiano. Da sempre è stata terra di passaggio, frazionata non solo dalla morfologia ma anche dalle diverse popolazioni e dalle istituzioni politiche che nel corso dei millenni contesero i suoi territori. Le tradizioni, la parlata, i costumi derivano da un continuo apporto di culture che hanno insediato una popolazione da sempre dedita ad una vocazione agricola, viticola in particolare, e rurale, guadagnata attraverso il caparbio utilizzo dei versanti modellati nelle migliaia di chilometri di muretti a secco. Il patrimonio boschivo ha costituito una importante fonte di reddito e più recentemente l'estrazione del porfido ha dato uno slancio ulteriore all'economia cembrana. Gli insediamenti storici sono rurali e accentrati di tipo latino, unitari, con costruzioni addossate fra loro, disposte in agglomerato. Altri insediamenti minori sono sparsi a "maso" e derivati dalla colonizzazione tedescofona medievale. Solo nel XX secolo la viabilità è stata resa carreggiabile con interventi su entrambe le sponde. Più numerosi erano i ponti che, aggettati sul torrente Avisio, mettevano in comunicazione i due versanti della Valle. I Comuni cembrani vennero unificati e dimezzati nel loro numero nel 1928 e nuovamente ricostituiti, eccetto uno, al termine del secondo conflitto mondiale. Nel 1964 essi divennero parte del Comprensorio C5 Valle dell'Adige. Colline e terrazzamenti fanno da sfondo ai numerosi abitati della Valle di Cembra, i cui tipici terrazzamenti sono noti per i pregiati vini che producono. Chi visita questa valle, attraversata da un itinerario enogastronomico unico nel suo genere, non si potrà perdere la visita ad un vera e propria perla naturalistica: le piramidi di Segonzano, pinnacoli di terra alti decine di metri, alcuni dei quali sovrastati da un grande masso, prodotti dall’erosione secolare dei fianchi delle montagne. Qui natura ed enogastronomia si fondono con cultura, spiritualità e tradizioni: il Santuario della Madonna dell’Aiuto, il Roccolo del Sauch ci danno un’immagine della molteplicità delle esperienze che possiamo vivere in questo contesto variegato.

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