L'incendio di Faver

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Duecento anni fa, nella primavera del 1797 le truppe francesi di Napoleone accerchiarono il paese di Cembra allora Tirolo, considerato una posizione chiave verso la Valle di Fiemme e lo saccheggiarono. La valle dell' Avisio, fino ad allora mai invasa da truppe nemiche, vide la temibile avanzata dei soldati francesi capeggiati dal giovane Napoleone Bonaparte, i tirolesi non esitarono a scendere in campo per difendere come potevano ciò che stava loro più a cuore. Tutti combatterono con eroico coraggio, perché sapevano che erano chiamati a difendere non solo la loro terra, ma quei valori per i quali vivevano e che la sovranità degli Asburgo, sempre molto sensibile nei confronti del Tirolo, aveva contribuito a mantenere. Il 20 marzo del 1797 la truppa Francese prese la strada per Faver, Valda, Grumes, Grauno dirette a Castello di Fiemme e di lì in Val d'Adige.Giunti a Faver, si racconta che un certo Paolo Tabarelli de Fatis avrebbe sparato, uccidendo un capitano francese che a cavallo precedeva la truppa. Inseguito scappò per i tetti e non fu preso, ma i Francesi saccheggiarono il villaggio incendiandolo. In breve ridusse in un ammasso di sassi 54 case, la venerabile chiesa, la casa delle scuole e la canonica. L'INCENDIO DI FAVER di FRANCO LOREDANA Nella rovina della canonica andarono distrutti anche tutti i documenti dell'Archivio e i registri dei nati e dei morti. Gli abitanti in parte si diedero alla fuga nei boschi e alcuni arrivarono in Fiemme, i rimasti furono saccheggiati, spogliati, senza viveri, senza tetto, ridotti all'estremo della miseria. Nei registro dei morti, rifatto dopo l'incendio della canonica, si trova che per essersi opposti alle spogliazione dei francesi furono uccisi Filippo Nardin di anni 25 e Giovanni Salamon di anni 36, ma anche altri volontari di Faver persero la vita. Nonostante tutto questo, nei quattro giorni successivi molti uomini di Faver dovettero fare da guida e compiere dei viaggi per trasportare feriti, bagagli e vettovaglie nei paesi di Valda, Grumes, Segonzano, Lona, Lases e sulla montagna di Faver per ordine del comando Francese. I Francesi continuarono la loro marcia verso Valda, Grauno, Grumes,fino a Castello di Fiemme, nessun paese fu risparmiato dai saccheggi e vi furono anche morti.
continua con La battaglia di segonzano
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