Salviamo il punto nascita di Cavalese

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Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Alessandro Arici, presidente dell'associazione "Parto per Fiemme", riguardante il tema del punto nascita presso l'ospedale di Fiemme a Cavalese.
"In qualità di semplice cittadino, presidente dell’associazione apartitica a fine non lucrativo “Parto per Fiemme”, unitamente agli oltre 300 aderenti e volontari del progetto, sottoponiamo alla sua attenzione giornalistica il punto nascita di Fiemme (Cavalese), posizionato a 1000 m di altitudine, costruito con lungimiranza, assieme all’ospedale, nel 1955 grazie agli enormi sacrifici della popolazione della Magnifica Comunità di Fiemme, per poi essere successivamente ceduto alla Provincia di Trento.
Costantemente rinnovato il Punto Nascita risponde alle esigenze di sicurezza, di accoglienza e di professionalità che molte partorienti desidererebbe per sè e per il neonato.
Più precisamente :
• da vent’anni nel punto Nascita di Fiemme il tasso di mortalità neonatale è dello 0,0%.
• nel 2014 il 92,7% dei neonati hanno avuto un’indice di Apgar di 9/10 o di 10/10.
Il restante 7,3% non è mai sceso sotto i 7/10.
• la misurazione del Ph del sangue cordonale di tutti i bambini è sempre risultato superiore a 7.10 (valutato dai più come soglia critica). Quindi, nel 2014, 0,0% delPh sotto 7.10.
• i tagli cesarei sono stati del 24%. 
• grazie all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento dall’ottobre 2014 la presenza (e non più la semplice reperibilità) dell’anestesista, del pediatra e del ginecologo è obbligatoria, per ogni travaglio in corso, 24 ore su 24. La sala operatoria, è approntata egualmente 24 ore su 24.
• è responsabile del reparto il medico con funzioni primariali, dott.ssa Tenaglia che, come i suoi predecessori, è giunta a Cavalese dopo un intenso percorso di tutto rispetto in centri più impegnativi, avendo coperto, fra l’altro, il ruolo di responsabile di struttura di Ostetricia e Ginecologia all’ospedale Santa Chiara di Trento. Recentemente trasferita a Cavalese ha sottolineato l’ottima preparazione dei medici precedentemente coordinati dalla primaria dott.ssa Zeni e dal dott. Bonadiman. 
• le ostetriche sono esperte e, oltre al percorso di aggiornamento obbligatorio, continuano ad affinare le loro qualità con la passione e il professionalismo spesso presenti in queste figure così vicine a eventi così straordinari.
• Salvo rare eccezioni è possibile l’applicazione del dispositivo “one to one” permettendo così ad ogni mamma di essere seguita da un’ostetrica sempre disponibile.
• già dagli anni 90, quando le condizioni sono riunite, vi è la possibilità del parto in acqua.
• è praticato il bonding : per due ore la mamma e il bambino sono a contatto pelle a pelle, con vicino il papà, per favorire il legame famigliare e la salute del neonato (vedi anche Kangaroo care nei grandi prematuri).
• la madre può scegliere liberamente di fare il rooming o di lasciare il bimbo al nido, oppure di modulare in forma mista.
• se alla dimissione la mamma non se la sente di rientrare a casa può, per uno o due giorni, restare come nutrice, libera di uscire dall’ospedale e tornare per l’allattamento e la cura del neonato.
• nel punto nascita di Fiemme viene recuperato e donato il sangue cordonale : come sa questo sangue, ricchissimo di cellule staminali, viene prelevato quando la mamma lo acconsente per essere utilizzato soprattutto nei casi di leucemia. 
• se desiderato dalla madre viene donata la membrana amniotica nel caso di taglio cesareo elettivo, in modo da poterla utilizzare per i trapianti di pelle, di cornea... 
• per l’impegno eccezionale, se comparato ad altri punti nascita, dimostrato nella raccolta del sangue cordonale, le ostetriche hanno ricevuto, nel Maggio 2014, un riconoscimento ufficiale dall’ANED, AIDO, ADMO, lega PASI e ALMAC.
• quando la puerpera proviene da fuori Valle l’associazione “Parto per Fiemme”, in accordo con le responsabili del reparto che si accertano che si tratti di un parto a basso rischio, accoglie gratuitamente, a mezza pensione, in un hotel a 3 o 4 stelle a prossimità della Maternità di Cavalese, 4 familiari della partoriente che, superati così i problemi logistici, possono accompagnare la neo-mamma in un momento così straordinario e delicato.
(Il soggiorno è finanziato, su base volontaria, dagli abitanti di Fiemme, Fassa e da molti altri sostenitori da fuori regione che, aderendo al progetto “Parto per Fiemme”, si sono impegnati, finora in più di 300, a versare 30 € annui -equivalente a 8 centesimi al giorno- per i quattro anni a seguire. Per più informazioni www.partoperfiemme.com ).
• la neonatologia intensiva si trova a Trento e, quando necessario, il trasferimento avviene in ambulanza o in elicottero.
• la sala operatoria di ginecologia funziona bene, secondo standard di qualità e sicurezza (anche in questo caso i dati lo confermano). Nell'ultimo quinquennio risulta essere il terzo polo operatorio di tutto il Trentino per numero di interventi, nonchè il meglio amministrato di tutta la Provincia. Ma... i nati nel 2014 sono stati 263! 

Va detto che Cavalese accoglie tra il 90 e il 100% dei nati delle vallate di Fiemme e Fassa, alcuni provengono già, naturalmente, dalle vallate vicine, Primiero e valle di Cembra, Valsugana comprese ma spesso si pongono dei problemi di logistica che l’associazione “Parto per Fiemme” puntualmente risolve con l’accoglienza gratuita in un hotel a 3 o 4 stelle della famiglia della neo mamma. Nei sette mesi di attività volontaria ci siamo reso conto dell’aumento costante del numero di partorienti provenienti dall’area geografica fra Cavalese e Trento che, venute a conoscenza della qualità del servizio offerto a Cavalese grazie al “one to one”, scelgono il punto nascita di Fiemme per non doversi trovare nelle difficoltà talvolta incontrate in un centro sovraffolato come il “Santa Chiara” di Trento.

Come probabilmente sa l’assessore alla Sanità della provincia, Donata Borgonovo Re, ha ammesso più volte che la chiusura del punto nascita di Cavalese non avverrà mai per motivi di sicurezza o economici, ma solamente per un suo disegno politico. Abbiamo lottato molto in questi mesi, fino a riuscire a sensibilizzare politici spesso assorti da troppi impegni e talvolta tentati da una semplificazione centrista. Siamo riusciti ad accompagnare, il 18 dicembre 2014, la proposta e la successiva approvazione politicamente trasversale di un emendamento che ha portato in Valle la già nominata dott.ssa con funzioni primariali Fabrizia Tenaglia. 

Ma da qualche settimana e con ancora più forza dopo la sciagurata vicenda di Catania, l’assessore Borgonovo Re, indica Roma e la legge sul tetto minimo dei 500 parti annui come lo scoglio insormontabile per permettere ad un’eccellenza sanitaria e sociale come la maternità di Cavalese di continuare ad esistere. 

Non possiamo credere che un caso di malasanità avvenuto a 1400 chilometri dalla Valle di Fiemme venga ad annullare, nella nostra Provincia Autonoma di Trento, un esempio di professionalismo, di sicurezza e dedizione come il Punto Nascita Alpino di Fiemme che, fra l’altro, consta di una collaborazione spontanea e solidale fra privati cittadini e pubblici servizi. 
Nel quadro del progetto “Distretto Famiglia” i responsabili del Land Brandeburgo hanno chiesto di poter copiare in Germania il dispositivo ideato e attuato da “Parto per Fiemme” proprio perchè dimostra la capacità di saper reinventare la società attraverso la solidarietà e la concretezza che da sempre ci animano.

Nel solo mese di dicembre 2014 hanno avuto luogo tre parti con travagli brevissimi e complicazioni imprevedibili : un cordone ombelicale annodato, un cordone attorno al collo del bimbo e un distacco della placenta. Grazie alla presenza del personale medico del Punto Nascita di Fiemme, tutti tre i casi si sono risolti senza nessuna conseguenza nè per i neonati, nè per le madri, compreso per il distacco della placenta e la relativa emorragia risolto con l’unico intervento possibile : l’immediato taglio cesareo emergente. 
In nessuno dei tre casi l’elicottero, sempre a condizione di poter decollare da Trento, sarebbe arrivato in tempo e nessuno dei dispositivi previsti per “accompagnare la gravidanza una volta chiusa la maternità” prevede di poter intervenire tempestivamente per evitare il peggio in simili situazioni.
In Francia come negli appennini italiani la chiusura dei punti nascita di montagna hanno portato, oltre ad uno stress ed una difficoltà di percorrenza evidenti, a sciagure sempre evitate negli anni precedenti alla chiusura della maternità (vedi http://www.renonews.it/porretta/2014/07/28/alto-appennino-chiusura-punto-nascita-scelta-sbagliata-necessario-rivedere/ )

Quali sono le soluzioni possibili ? 
La redistribuzione del servizio sul territorio, da lustri richiesta invano e necessaria per alleggerire il peso sproporzionato su Trento permettendo alla maternità di Cavalese di raggiungere i 500 parti annui! 
Ma per raggiungere l’obiettivo è necessario comunicare attraverso dei canali indipendenti, come il vostro, che permettano una maggiore visibilità alla realtà già esistente da anni permettendoci così di condividere l’ottimo servizio del Punto Nascita di Fiemme con chiunque provenga da fuori Valle. 

Per la logistica l’associazione “PARTO PER FIEMME” accoglierà gratuitamente, a prossimità della Maternità di Cavalese, 4 familiari delle partorienti in un hotel a 3 o 4 stelle. La famiglia sarà ospite della Valle di Fiemme e potrà alloggiare, senza alcuna spesa, per 4 giorni a mezza pensione e vivere assieme alla neo mamma un momento così magico e delicato in un Punto Nascita ben attrezzato e poco affollato dove hanno posto, oltre alla sicurezza e alla professionalità, anche l'attenzione "One to One", la sicurezza e il riposo.

Per aderire al servizio autofinanziato dalla gente di Fiemme e Fassa o per avere informazioni dirette è sufficiente contattarci allo 0462341419 o al 3356902743 via email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Ulteriori informazioni sono contenute nel sito: www.partoperfiemme.com (online anche su smartphone). 

Se ci tolgono i Punti Nascita Alpini le Valli perderanno parte della loro sicurezza, salute, fiducia e identità".


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