"Contadini di montagna", il passato e il futuro della valle di Cembra

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Maso Spedenal a Giovo (foto Sergio Dallaporta) Maso Spedenal a Giovo (foto Sergio Dallaporta)

Quando la valle di Cembra, con il suo paesaggio vitato e i suoi genuini personaggi, va in video mostra tutte le sue straordinarie potenzialità. E’ quanto trasmette il documentario di Michele Trentini “Contadini di montagna” presentato nei giorni scorsi a Verla di Giovo davanti ad un pubblico numeroso ed attento. Il documentario nasce dal progetto di Imperial Wines che ha trovato nella Comunità della Valle di Cembra e in particolare dell’assessore Damiano Zanotelli un interlocutore attento ed interessato. L’operazione che ne è nata ha indubbiamente centrato l’obiettivo di mettere a disposizione della comunità strumenti di analisi che contribuiscono a mettere in rete i saperi, le storie e i progressi di tutti. Il regista Michele Trentini ha saputo coniugare queste aspettative traducendo nelle immagini dei terrazzamenti vitati della valle ma soprattutto nei personaggi che raccontano l’evoluzione dell’agricoltura negli ultimi cinquant’anni. I suggestivi dialoghi in dialetto (sottotitolati) fra due generazioni di protagonisti (Noemi e Mario Mengon, Michele e Giulio Brugnara)  testimoniano, pur fra inevitabili conflitti,  il lento ma costante miglioramento dell’agricoltura cembrana. Le due generazioni di contadini raccontano la storia della loro azienda, specchio di altre storie simili. Confronto e molte volte scontro fra generazioni; le une custodi di antichi saperi, le altre protese alla ricerca dell’evoluzione dettata dai tempi che cambiano, però sempre accomunate dall’attaccamento per la propria terra e dal rispetto per il territorio. Il filmato racconta tutto questo in maniera leggera ma incisiva, lanciando anche il messaggio e lo stimolo a credere nelle potenzialità del territorio della valle di Cembra che nulla ha da invidiare ad altre località. Sta a tutti noi, nessuno escluso, credere veramente in questo per fare della valle di Cembra una meta ricercata per un turismo soft che può portare ulteriore benessere diffuso.

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