La Situla

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La situla fu trovata nel 1828 da Simone Nicolodi sul Doss Caslir di Cembra e ora si trova al museo del Buonconsiglio di Trento. La situla è interamente in bronzo ha la forma di un secchio che si stringe verso il basso e s’allarga verso l’alto è alta 28 cm. col diametro di 30 cm. è costituita da una lamina di bronzo avvolta su sé stessa unita da otto chiodi ribattuti, il fondo è unito in modo analogo così pure le due croci poste ai lati nei quali si aggancia il manico. La situla doveva servire come recipiente che conteneva il vino da offrire agli Dei, nelle cerimonie religiose. Da studi storici e archeologi si può affermare che la forma di questa situla è quella della scuola dei Reti e degli Euganei che loro stessi avevano appreso dagli Etruschi, come l' abitudine d' incidere delle iscrizioni sui manici e sulle labbra dei vasi metallici. Si tratta di cinque parole incise con caratteri assai simili all’etrusco e classificati come retico centrale. Molti studiosi si sono cimentati nel tentativo di comprendere la scritta, nella interpretazione più recente del Mayr (1959) essa dice: "A Lavisio, il giovane dio del vino (è questa situla) in dono. Velcanu Rupnu e Pitiave Kusenkus l'hanno dedicata". La situla costituisce dunque il simbolo di una Valle da millenni dedicata alla viticoltura.
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