Ogni castello che si rispetti ha la sua leggenda e questa è la più nota dei ruderi, che riguarda un punto preciso, il”Bus del Picèna”, un foro nelle mura del castello che strapiombano nella Vallaccia. Si narra di un sarto luterano che lavorava per le dame del castello. Era abile nel suo lavoro, ma goloso di fichi e una sera si spinse pericolosamente sugli esili rami di uno di quegli alberi che sporgevano dal muro sopra la Vallaccia, e vi precipitò, fu portato al castello in fin di vita.  Fu subito chiamato il sacerdote per convertirlo, ma il Picèna raccogliendo le ultime forze andava gridando: “Via quel mostro! Via quel mostro!” e morì senza pentirsi. Da allora nelle notti di luna piena il suo spirito inquieto vaga negli anfratti e sui muri del castello cercando pace