La chiesetta votiva di S.Leonardo di Lisignago sorge su un piccolo colle a metri 527 sul livello del mare, a strapiombo sul torrente Avisio in mezzo alla campagna,è accessibile a piedi attraverso un sentiero. Un tempo su questo colle esisteva un castello o meglio una fortificazione che gli abitanti di Cembra abbatterono intorno al 1262. Questo castello fungeva da vedetta tra i paesi di Ville di Giovo ed il Castello di Segonzano. Una leggenda narra che nei sotterranei del castello era nascosta una gallina con dodici pulcini d'oro rimasti sepolti nella distruzione e mai più ritrovati. Di detto castello non rimase alcuna traccia; probabilmente con il materiale fu costruito un capitello e poi la chiesetta tuttora esistente. La prima notizia dell'esistenza della chiesa risale intorno al 1444,come appare da un documento nel quale il frate Giovanni dei Minori Francescani, suffraganeo del vescovo di Trento consacrò la chiesa di S. Leonardo il 25 aprile 1444.{mosimage} Affresco interno alla Chiesetta Gli affreschi sono in parte ben conservati, su tutto il muro di destra si snoda l'Ultima Cena con Giuda che siede in disparte. Seguono le figure di S.Leonardo e S. Elena. Dall'altra parte le rappresentazione sono più varie: S. Orsola circondata da dieci vergini. Segue una Madonna della Misericordia, che accoglie sotto il suo mantello i rappresentanti del clero e del laicato, poi la rappresentazione della trinità come tre persone sedute solennemente sullo stesso scanno e coperte dallo stesso manto. Infine un ultimo dipinto ricorda il Santo patrono in atto si segare con una lima le catene strette alle mani , ai piedi e al collo di un prigioniero, mentre un altro già liberato lo venera a mani giunte Tali affreschi sono da collocare alla fine del secolo XV, sono stati restaurati nel 1990. Gli altari Nella Tabula si dice che gli altari sono due: il maggiore dedicato a S. Leonardo; quello laterale dedicato a S. Orsola e compagne martiri. La Pala d'altare in legno intagliato e dipinto a vivaci colori. Vista interna della Chiesetta Due colonne corinzie scanalate poggianti su mensole fiancheggiano il riquadro centrale e sorreggono la trabeazione e il frontone spezzato su cui si eleva un secondo fronte triangolare ornato alla sommità da un vaso e sui lati da due figure d'angeli giacenti; ai lati delle due colonne vi sono due semicolonne che sorreggono una analoga trabeazione collegata al frontone spezzato con delle volute. Tale opera di arte fassana con flusso gardenese si può classificare verso il 1660 dei fratelli Grober di Fassa Furono asportati dai ladri; gli angeli giacenti, gli ornati degli stilobati delle colonne esterne e le parti laterali della cornice del quadro.

Documentazione tratta dal libro "Lisignago nella storia", di P. Remo Stenico

 

La chiesa d S.Pietro rappresenta una delle più importanti testimonianze dell'architettura gotica della zona, era in origine una cappella dedicata a S. Pietro in stile romanico; successivamente rimaneggiata. L'edificio è ad una sola navata, affiancato da un campanile medioevale di forma tardoromanica a cuspide piramidale. Il prospetto è caratterizzato da contrafforti rampanti, da un rosone, un timpano e da un'agile porta anch'essa gotica ai lati della quale si aprono due finestrelle quadrate. Nel presbitero si slanciano nervature impostate su mensole, formate da teste di cherubino, la cui disposizione permette lo sviluppo di 19 campi ben equilibrati che formano un complesso armonico. All'interno di questi campi si sviluppano affreschi cinquecenteschi di pittore ignoto di probabile origine lombarda. Essi raffigurano Dio Padre, gli Evangelisti, Patriarchi e Profeti. Fra gli affreschi che vengono rappresentati nell'abside, sempre dello stesso pittore, troviamo la Crocefissione, i Santi, e la Raccolta della Manna.{mosimage} La parte Sud della Chiesa è tutta affrescata con scene illustranti la Vita di Gesù, dall'Annunciazione alla Resurrezione. Tutti questi affreschi rappresentano simbolicamente la "Bibbia dei Poveri" in quanto essendo la popolazione dell'epoca analfabeta, poteva interpretare attraverso le agiografie il Vecchio e Nuovo Testamento. La volta dell'unica navata è affrescata con rappresentazioni floreali nelle quali spiccano teste di Putti. Particolare la rappresentazione del Diavolo con un cesto pieno di anime. La leggenda vuole che il pittore vi abbia rappresentato i cembrani committenti dell'affresco che ritardando il pagamento dell'opera, vennero dannati in etemo. L'affresco della parete nord, realizzato dal pittore Rovisi, della scuola di Tiepolo, è certamente una delle sue opere migliori per la leggerezza del tocco e per il colorito vibrante. La sezione è occupata interamente dal Giudizio Universale (1759) dove, in alto, viene rappresentato Cristo Giudice fra la Madonna e S. Giovanni Battista; in basso la schiera degli Eletti fra cui San Bartolomeo con la propria pelle adagiata su un braccio. Sul retro della chiesa di S.Pietro nel piccolo cortile si possono osservare due meridiane recentemente restaurate nel corso dell anno (2000).
Nella Campagna Rasa di Cembra, così nominata per il suo aspetto piatto, dove non vi era né coltura di vite né di frutteti, sorge la Chiesetta di San Rocco affiancata dalla bella Torre Campanaria. Questa Chiesa, cara agli abitanti di Cembra, è dedicata al Santo di Montpellier al quale vennero rivolti molti voti durante l'epidemia del colera che colpì duramente il paese. Questa devozione viene manifestata tuttora nel giorno di San Rocco (16 agosto) quando viene appeso un grappolo d'uva matura sul portale, in segno di primizia. La chiesa di S. Rocco - sembra essere stata eretta attorno al 1400, mentre il campanile, che costituisce l'elemento paesaggistico più importante, fu eretto nel 1632 e venne forato da una campana di 15 quintali che è tuttora in funzione. La facciata è ornata da due statue provenienti dalla pieve. All'interno si erge un altare barocco in legno scolpito e dorato, che ospita nella nicchia la statua del Santo e sul fastigio lo stemma del Barbi di Grumes e Tavon. Al suo interno vi sono diverse tele e fino agli anni Settanta del secolo scorso si poteva ammirare anche la tela di Antonio Zeni (1641) raffigurante Sant'Orsola, purtroppo la tela è stata oggetto di furto.  Annessa alla Chiesa vi è una piccola sacrestia ricavata nella base della Torre dove è conservato un armadio di pitture antiche. Nei pressi della Chiesa di San Rocco si trova un cippo porfirico col monogramma A. D. e la data 1494, a indicare il luogo dal quale il pittore tedesco Albrecht Dürer riprese la zona di Segonzano nel noto acquerello "Monti italiani" conservato ad Oxford in Inghilterra. A circa 200 m dalla Chiesa di S. Rocco sorge una croce in pietra e poco oltre una Cappella dedicata a San Carlo edificata nel 1907 sul luogo di un'edicola seicentesca. Secondo una vecchia tradizione essa fu costruita da profughi milanesi rifugiatisi a Cembra dalla peste del 1629-30.
 
 
La chiesa di Valternigo sorge su di un colle vicino allo stesso, la chiesa fu dichiarata inofficiabile il 15 marzo 1786. Nel 1787 le famiglie di Valternigo chiedono di poter edificare una nuova cappella nel mezzo del paese e con l’aiuto delle proprie fatiche riescono ad ottenerne il permesso, quando il 24 aprile 1894 la popolazione in festa assistè alla posa della prima pietra sulla chiesetta; nella prima pietra benedetta dal parroco di Verla posta tra il presbiterio e la navata vi fu messa una bottiglia di vetro con delle monete del tempo austriache e la seguente scritta: “AD PERPETUAM REI MEMORIAM” . Su di un vecchio messale una nota dichiara che la chiesa sarebbe stata benedetta in occasione della festa di S.Romedio il 15 gennaio 1896. Nel 1908 il parroco di Verla dona alla chiesetta la vecchia immagine della Madonna dell’Aiuto di Verla a patto che essi la depositino in una nicchia di vetro; questa è ornata dalle parti estreme da due angioletti , uno splendido panneggio in oro e le mani giunte appartenente al periodo del 700. La chiesa è lunga m.14 all’interno e larga m. 5,90 , alta m.7,50 e la facciata è alta m.10. All’interno la chiesa possiede nell’altare tra la pala e la mensa tre quadretti ad olio su tela, quella al centro raffigura il S.Cuore di Maria (700/800), a sinistra S.Chiara d’Assisi con in mano l’ostensorio e quella di destra raffigura S.Caterina da Siena con le stigmate alle mani e ai piedi con una corona di spine sopra il capo, appartenenti al XVIII secolo.La pala dell’altare raffigura il santo che da il nome alla chiesa affiancato dal suo orso e S.Rocco, sopra di essi è raffigurata la Madonna Immacolata con bambino e angeli. Dietro l’altare sono appese due stampe dei vescovi di Trento, dove c’è la nicchia con la Madonna, un tempo doveva esserci una porta. Nella base sinistra dell’arco trionfale è appeso un quadro ad olio su tela di S.Francesco appartenente al periodo 600 / 700. Di fronte alla nicchia della Madonna vi è raffigurato il cappuccino beatificato Felice da Cantalice (1625).